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Diritto di Sognare
un'Italia senza mafia

Perché: Perché nel   2006, anno   della celebrazione del Centenario della nascita di mio padre, Roberto Rossellini, mi sono voluto dedicare alla realizzazione del documentario sulla mafia "Diritto di sognare"? Da anni mi risuonava nelle orecchie l'appello fatto da Antonino Caponetto, fondatore del "Pool antimafia" , durante il processo ad Andreotti a Palermo: "Italiani onesti, se ci siete, battete un colpo e fatevi sentire" . Quello di Caponetto non era un appello retorico; diceva a noi tutti che la guerra contro la mafia doveva essere sentita come un dovere da tutti e non poteva essere solamente demandata alle forze dell'ordine ed ai magistrati. Io proprio nel 2006 ho voluto rispondere a quell'appello e "Battere il mio colpo ", dedicando questo documentario a mio padre, alle sue battaglie etico/civili contro tutte le violenze, le prepotenze, e contro la sopraffazione di uomini su altri uomini. Cosa è la mafia se non prepotenza e sopraffazioni? Avrei potuto scrivere un saggetto morale, ma sarebbero state solo mie opinioni. Ho scelto la strada di non dire nulla di personale, di non esprimere miei convincimenti, ma di far parlare i protagonisti del Fronte Antimafia,   di far parlare le sentenze , i giudici, le forze dell'ordine, senza mai dire una mia parola nel documentario. Senza fare sconti a nessuno, risalire fino ai mandanti delle stragi. E ci ho provato gusto! Ora che ho portato a termine "Diritto di sognare", che ho scoperto come si lavora bene con il mio produttore, Mario Coppotelli e con il mio più fido collaboratore, Guglielmo Gentile, voglio continuare con una serie di documentari   sui "Buchi neri" italiani che, finché permangono "misteri", fanno essere l'Italia una "Democrazia imperfetta". Mi occuperò   degli anni delle "Stragi di Stato",   dei misteri "Moro", della "P2" etc, etc. A questo voglio dedicare tutti gli anni che mi rimangono. Non ho paura di dare fastidio. Dare fastidio, per me, è un dovere, oltre che un piacere.

Renzo Rossellini