Lunedì 28 aprile ore 20.40
Martedì 29 aprile ore 22.40
You, the Living (gioisci dunque, o vivente!)
di Roy Andersson, Svezia, Germania, Francia, Danimarca, Norvegia, 2007, 90´ minuti. Prima visione.
Andersson costruisce i suoi film per scene scandite, spazi definiti, bar, uffici, strade, una cucina, una camera da letto, una panchina, una battuta, personaggi messi in situazioni che riassumono il non senso di un´esistenza. Cinema dell´assurdo quotidiano.
(Bruno Fornara, Film Tv)

Lunedì 28 aprile ore 22.40
Martedì 28 aprile ore 20.40
Sussurri e grida
di Ingmar Bergman, Svezia, 1973. Durata: 90´ minuti
Capolavoro insuperato, complesso e limpidissimo allo stesso tempo. Scomposto in quattro figure molto ben delineate e interpretate in modo eccellente. Oltre all´uso psicanalitico del colore, vanno ricordati la rigorosa scansione temporale (orologi, diario, musica) e la geometrica organizzazione dello spazio, che consentono al regista di tenere sotto controllo la forte emotività del racconto.
(Il Mereghetti)

Lunedì 5 maggio ore 20.40
Martedì 6 maggio ore 22.40
Anime in delirio
di Curtis Bernhardt, Usa, 1947, 104´ minuti.
La storia di un lungo calvario psicoanalitico (che non è detto debba concludersi positivamente) raccontato con le tecniche del noir (flashback, ruolo "pericoloso" della donna) e del melodramma (amore ossessivo, gelosia, delitti passionali). Senza dubbio da rivalutare.
(Il Mereghetti)

Lunedì 5 maggio ore 22.40
Martedì 6 maggio ore 20.40
La strada scarlatta
di Fritz Lang, Usa, 1945, 95´ minuti.
Remake de La Chienne di Renoir, sceneggiato da Dudley Nichols: Lang riprende il cast e il triangolo ambiguo di La donna del ritratto, raccontando senza battere ciglio una storia beffarda di colpa e redenzione. Nessun personaggio si salva, ma il tono non è quello enfatico del melodramma.

Lunedì 12 maggio ore 20.40
Martedì 13 maggio ore 22.40
Klimt
di Raoul Ruiz, Austria, Francia, Germania, UK, 2005, 94´ minuti. Prima visione.
Ruiz commenta così il suo film: "... Volevo tratteggiare le caratteristiche stilistiche uniche dell´ arte di Klimt, il prevalere della bellezza, l´eccesso del colore, gli spazi distorti e gli angoli complessi, per cogliere la vita e illuminare una delle più ricche, contraddittorie e misteriose epoche della storia moderna."

Lunedì 12 maggio ore 22.40
Martedì 13 maggio ore 20.40
Padre e figlio
di Aleksander Sokurov, Russia, 2003, 84´ minuti. Prima Visione.
Sokurov ha realizzato un film dove la bellezza si intreccia con le imperfezioni dell´esistere, l´universale si disegna attraverso gli attriti delle soggettività, il mondo si apre ai disorientamenti della paura e della sofferenza. Uno dei film più belli del regista russo; un film che ti entra nella testa e che ti invade, come un liquido colorato che si propaga nell´acqua.
(Angelo Signorelli, Cineforum 426)

Lunedì 19 maggio ore 20.40
Martedì 20 maggio ore 22.40
La merlettaia
di Claude Goretta, Francia, Svizzera, Rtf, 1977, 109´ minuti.
Una delle più belle storie d´amore degli anni ´70 per delicatezza e profondità. E´ anche la storia di un delitto, di una demolizione, una metafora del modo con cui la ricca borghesia sfrutta la classe lavoratrice, una riflessione sulla donna come oggetto di consumo.
(Il Morandini)

Lunedì 19 maggio ore 22.40
Martedì 20 maggio ore 20.40
Tre donne
di Robert Altman, Usa, 1977, 119´ minuti.
Splendido o insopportabile? Affascinante o irritante? Enigmatico o aperto a diverse interpretazioni? E´ certamente un film complesso, quasi ipnotico, sul triangolo padre - madre - bambino. E´ una grande metafora su un´America desolata. Premio a Cannes per Shelley Duvall.
(Il Morandini)

Lunedì 26 maggio ore 20.30
Andrej Rubliov
di Andrej Tarkovskij, Urss, 1969, 185´ minuti.
E´ uno dei grandi film degli anni ´60 il capolavoro di Tarkovskij è il più maturo risultato, in campo cinematografico, della cultura del dissenso nell´URSS. Epilogo a colori, 10 minuti di documentario sulla pittura di Rubliov: l´autore scompare, rimane l´opera.
(Il Morandini)

Martedì 27 maggio ore 20.30
Dodes´ka-den
di Akira Kurosawa, Giappone, 1970, 141´ minuti.
Tratto dal romanzo di Shugoro Yamamoto La città senza stagioni, il film è la summa delle opere sociali del regista, nonché sua prima pellicola a colori, ai quali dà un forte volare simbolico (il contrasto violento di rossi, gialli e neri evoca l´ebbrezza dell´alcol; la nipote è violentata su un tappeto di fiori scarlatti).
(Il Mereghetti)

Martedì 3 giugno ore 20.40 e 22.40
Mercoledì 4 giugno ore 20.40 e 22.40
My kid could paint that - La pittrice bambina
Di Amir Bar-Lev, Gran Bretagna, USA, 2007, 81´ minuti. Prima visione.
My kid could paint that è un interessante quanto inquietante ritratto che riporta alla ribalta alcuni genitori affamati di successo e denaro che cavalcano l´onda naturale dei propri figli.


Costo della tessera per tutte le proiezioni: 25 Euro
Costo della tessera per studenti universitari: 20 Euro
Biglietto intero singola proiezione: 5 Euro

 

LO SCHERMO IN CORNICE

Parlare del colloquio tra cinema e pittura pretenderebbe argomentazioni ed esemplificazioni troppo vaste. Basti dunque lo stimolo di questa retrospettiva che si propone di evidenziare la qualità figurativa in relazione ad ambientazioni e drammaturgie, nel segno di alcune cinematografie emblematiche, scelte in modo esemplificativo. La quotidianità nel film che apre il ciclo, You, the Living di Roy Andersson, ad esempio, è impastata nella tonalità del surrealismo buñuelliano e di quel teatro dell´assurdo che ha in Beckett il suo maestro indiscusso. Lo accostiamo alle accensioni cromatiche di Sussurri e grida del maestro di tutti Ingmar Bergman. Nell´interessante biopic di Ruiz, Klimt l´evocazione di un immaginario pittorico che è misura di stile si confronta con l´espressività stilistica di un Sokurov, Padre e figlio, con un uso impressionistico del colore in chiave di barocchismo poetico che conferisce spessore trasfigurante ad una storia d´emozioni. Anime in delirio è un mélo immerso nel noir, con una Joan Crawford che fa gelare il sangue, in ideale accoppiamento con La strada scarlatta, uno dei noir di Lang più raffinati e sublimi, remake di La Chienne di Renoir. Con La merlettaia emerge la misura di uno psicologismo che trova negli echi pittorici una straordinaria qualità espressiva nel racconto di una delle storie d´amore più belle del cinema francese degli anni ´70. Sempre dello stesso decennio (e dello stesso anno del film di Goretta, il 1977) è il folgorante Altman di Tre donne, allucinato sguardo sulla provincia americana mediato da una visionarietà che recupera lo stile pittorico dell´avanguardia di quegli anni, buona ad esplorare i fantasmi dell´inconscio. Non poteva mancare Andrej Rubliov di Tarkovskij, un affresco storico e biopic solenne, di rara fluidità visiva ed esempio, pittorico che non diventa mai pittoricistico, così come il Kurosawa di Dodes´ka-den, dove è utilizzata una forte caratura espressionistica nel narrare otto episodi dolorosi che riguardano personaggi di emarginati. My kid could paint that - La pittrice bambina, un avvincente documentario che esplora con gusto il miracolo di un talento in nuce, è il sorprendente sigillo di questo breve, ma speriamo illuminante, percorso di doppie visioni "in cornice".

Francesco Puma

 

 

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